Notizie

       Settimana Santa 2013
       Papa Francesco
      Santi in jeans
      Chiesa
      Mondo
      Cultura

Video

      Il Vangelo del giorno
      Il Santo del giorno
      Nella scuola della Parola
      Udienza Generale
      Roma per te
      I volti della Parola

Gocce di vita

      Monsignor Jonas Abib
      Luzia Santiago
      Ricardo Sá

Formazione

      Omelie
      Crisi nella Vita del Credente

Musica

      Good News Festival 3
      Clip
      Audio

sabato, 7 luglio 2012 | 12:06 am

You need to install or upgrade Flash Player to view this content, install or upgrade by clicking here.

La fiamma dello sport brucia con più vigore ai piedi della Cupola di San Pietro, mentre sono in corso i campionati europei di calcio e a meno di un mese dall’apertura delle olimpiadi di Londra. Il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura, ha presentato nei giorni scorsi il nuovo dipartimento “Cultura e sport” del suo dicastero, che si affianca alla sezione “Chiesa e sport” del Pontificio consiglio per i Laici, attiva dal 2004.

Card. GIANFRANCO RAVASI-Presidente Pontificio Consiglio Cultura
“Lo sport è certamente, nell’interno di tutte le grandi culture, una delle grandi manifestazioni umane. Pensiamo soltanto cosa è stato per la cultura greco-romana, cos’è stato anche per lo stesso San Paolo, che parla esplicitamente della corsa nello stadio e del pugilato e li fa diventare emblemi di tipo spirituale, persino di tipo teologico. Per questo motivo dobbiamo, prima di tutto, interessarci di questo fenomeno, come espressione culturale di creatività, di espressione del proprio corpo in tutte le sua potenzialità. Dobbiamo però anche ricordare che il mondo dello sport ha bisogno di una presenza ulteriore, perché non si riduca soltanto a degenerazione economico-commerciale o deviazione nella vittoria ricercata come fine a se stessa. Ecco allora l’importanza di trovare un’educazione dello spirito che guida il corpo nella sua creatività”.

Il nuovo dipartimento “cultura e sport”, guidato dal sottosegretario Melchor Sanchez de Toca, cercherà innanzitutto di studiare il fenomeno sportivo, con prospettiva interdisciplinare, guardando alla scienza e lo sport, il cinema e lo sport, l’economia, la teologia della creazione e la mistica. La prima attività è già avviata: una scuola di pensiero sportivo in collaborazione con la Conferenza episcopale italiana e la Fondazione “Giovanni Paolo II” per lo sport. Presto inizierà la seconda edizione, prima piccola tappa per arrivare in futuro, si augura il responsabile Edio Costantini, ad una Pontificia accademia dello Sport.

EDIO COSTANTINI-Pres. Fondazione “Giovanni Paolo II” per lo sport
“Creare una scuola per dirigenti ed allenatori non solo dei grandi club, ma di tutto il variegato mondo dello sport, perché ha bisogno davvero di essere rigenerata anche la formazione, che spesso è una formazione esclusivamente tecnica… Lo sport adesso è imprigionato su se stesso, è l’autocelebrazione di se stesso, lo sport spettacolo, è narcotizzato dentro questa gabbia. Attraverso il Vangelo, il cristianesimo, i valori cristiani, davvero si può rigenerare lo sport e farlo tornare ad essere davvero un grande strumento educativo a beneficio di tutti i ragazzi, dei giovani e uno strumento di accoglienza, di orientamento, di allenamento, non solo al primato sportivo ma alla vita, per ridare speranza alla vita e senso alla vita di una generazione soprattutto di giovani e di ragazzi che ha perso la speranza”.

Il nuovo dipartimento allaccerà rapporti con gli organismi internazionali dello sport e con le associazioni sportive cattoliche, perché il dicastero vaticano della cultura riconosce nello sport un luogo privilegiato per l’incontro tra la Chiesa e il mondo giovanile e un nuovo “Cortile dei Gentili” per il dialogo tra credenti e non credenti.

Card. GIANFRANCO RAVASI_Presidente Pontificio Consiglio Cultura
“Lo faremo sia con il Pontificio Consiglio dei Laici, sia con le conferenze episcopali, a partire da quella italiana, che tra l’altro ha la possibilità di avere alle spalle una grande esperienza come quella degli oratori, che sono forse la forma più autentica di sport, di gioco, infatti, se vero che da lì, come da un vivaio, sono usciti anche degli atleti importanti, però per la maggior parte dei casi è proprio il luogo nel quale ragazzi e ragazze si trovano, tra di loro comunicano e trovano anche le potenzialità della loro corporeità, attraverso l’esercizio, il gioco, la libertà anche dell’espressione, al tempo stesso però ritrovando il fatto che ogni sport ha dentro di se anche la capacità dell’ascesi, cioè dell’esercizio profondo, della rinuncia, della forza anche della natura stessa che cerca di esprimere il meglio di se stessi. All’interno di uno spazio sportivo c’è di solito la presenza dominante dell’allenatore, il quale tante volte vive, è in contatto costante e continuo con lo sportivo, ebbene, accanto a questo sarebbero indispensabili anche altre presenze, perché tante ore della vita del ragazzo vengono condotte all’interno dello spazio sportivo. (…) Perché non mettere proprio in quel luogo in cui c’è questo incontro di ore tra ragazzi anche le domande, anche le grandi domande, oltre a quelle più concrete dell’esercizio e della formazione corporale?”.

Pubblica su..
  • Print this article!
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • Furl
  • Technorati
  • YahooMyWeb
  • TwitThis
Videos

Lascia un Commento

Nome:
E-mail:
Sito:
Commento :