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mercoledì, 11 luglio 2012 | 12:54 pm

Siamo chiamati ad essere profeti oggi!

L’effusione dello Spirito Santo su di noi in questi tempi, è un grande segno che siamo chiamati a far parte della Chiesa corpo profetico. Non abbiamo nessun diritto ad avere questo battesimo è pura grazia di Dio, non abbiamo fatto nulla per meritarlo. Se il Signore ci ha dato lo Spirito ei suoi doni, è perché vi è una scelta, una vocazione.
Il Signore ci ha scelto per essere profeti. Ciò non significa che dobbiamo diventare preti, suore o religiosi, ma essere una persona totalmente consegnata a Lui. Metterlo sempre al primo posto in tutte le cose. Essere uomini e donne di Dio, in qualunque stato di vita in qualsiasi professione.
L’Altissimo ci dice: “ti ho stabilito profeta delle nazioni” (Ger 1,5b).
Ma devi sapere che non sei profeta da solo. Tu fai parte di un corpo profetico. Il Signore ci chiama insieme, come un unico corpo, come Chiesa. Noi cristiani siamo il Corpo di Cristo, in cui il profeta per eccellenza, il capo è Gesù, e noi siamo il corpo profetico.

“Risposi: «Ahimè, Signore Dio, ecco io non so parlare, perché sono giovane». Ma il Signore mi disse: «Non dire: Sono giovane, ma va’ da coloro a cui ti manderò e annunzia ciò che io ti ordinerò” (Ger 1,6-8)
Noi diciamo che non sappiamo parlare neppure abbiamo la forza per farlo. In realtà, questo è ciò che accade. Non sappiamo parlare, siamo figli nel cammino del Signore. Non abbiamo bisogno di preoccuparci perché non parleremo delle nostre cose. Parleremo di ciò che il Signore ci comanda: saremmo la sua bocca. Le nostre parole non saranno nostre, sarà del Signore.

(Tratto del libro “Vocazione: una sfida d’amore” di mons. Jonas Abib).

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