| Ad un anno dalla Giornata mondiale della gioventù di Madrid, il Centro internazionale giovanile San Lorenzo, che ha sede a pochi passi da San Pietro, ha realizzato un video dedicato alla croce delle GMG. |
Aiutare i giovani pellegrini che venerano la Croce a riconoscerne il valore, penetrando il mistero della morte e risurrezione di Gesù. Questo, in sintesi, l’obiettivo che si prefigge il video “Il potere della Croceâ€, realizzato dal Centro internazionale giovanile San Lorenzo, in collaborazione con H2Onews. La produzione, realizzata per il 26.esimo anniversario della Croce, accompagnerà la preparazione dei giovani alla GMG del 2011, a Madrid, in Spagna. Una costellazione di testimonianze e immagini, riflesso vivo dei miracoli che opera la Croce.
ANNELISE – Australia
“Questa croce riveste per me un significato speciale, perché ho avuto l’opportunità di viaggiare con lei per 6 mesi, lo scorso anno, poco prima della Gmg. Ho avuto la grazia di vivere tante esperienze accanto a questa croce. Abbiamo girato l’Australia con la croce, portandola in tanti luoghi, e ho visto quanto potere ha sui giovani, sugli anziani, su tutte le persone. Siamo andati in luoghi dove c’era una grande tristezza e in altri pieni di gioia e di festa. Ma in ciascun luogo la Croce aveva un significato speciale, perché la gente sapeva che rappresentava Cristo e il suo amore per tutti noiâ€.
MARY – Stati Uniti
“Quando avevo 18 anni ho avuto un incontro personale con Cristo e per la prima volta mi sono resa conto che Lui è morto sulla croce per me personalmente. E che il suo amore per me era così grande che io ero sua figlia. La Croce mi ha guarito da molti maliâ€.
CLAYTON – Australia
“Per me questo messaggio di Gesù sulla Croce – ci ha dato la sua misericordia e il suo perdono – serve a risanare le relazioni che si sono spezzate. Non esiste relazione nella nostra vita che Cristo non possa risanare. Dobbiamo affidare tutto quanto a Lui sulla Croce. Può farci guarire e perdonare perfettamente. Amici, familiari e perfino nemiciâ€.
RACHEL – Scozia
“La più grande libertà , il più grande senso di pace che ho provato, è stato quando sono riuscita a compiere un gesto di perdono verso qualcuno che mi aveva ferito profondamenteâ€.
CHING-YI – Taiwan
“La Croce di Gesù è un segno di amore e di speranza, perché grazie alla Croce di Gesù, io posso essere liberata da tutti i miei peccatiâ€.
XAVIER – Francia
“Perché era necessario che Cristo morisse sulla Croce per salvarci? E’ una domanda un po’ stupefacente. La Croce ci fa prendere coscienza delle conseguenze dei nostri peccati, delle nostre cattive azioni. E vediamo il cattivo impatto che hanno, perché uccidono un innocente. Quindi, è la prima cosa: per essere salvati, dobbiamo prendere coscienza del male che possiamo fareâ€.
Invia e-mail
Videos
Dove? In questa società pervertita e maliziosa, in mezzo a questa generazione malvagia e crudele, Dio mi ha scelto (ripeti con me): “Dio mi ha scelto per brillare come stella nel mondo, unito fermamente alla Parola di Vitaâ€.
Amici, esistono mille parole in questo mondo. La comunicazione ci sta proponendo una “marea†di concetti. Ci sono opinioni a non finire. Ancora di più se tu studi, che sei giovane, che discuti, che “navighi†in internet… Tu vedi la tremenda differenza di opinioni, di concetti che provengono da ogni parte.
Tu hai bisogno di entrambe le presenze. Ripeti con me: “Io ho bisogno dell’Eucaristia, ho bisogno della Parola. Ho bisogno di Gesù! Lo trovo nel momento che lo desidero, nel momento in cui ho bisogno di Lui, nel tempo della più grande necessità , nell’ora in cui la mia emozione è a fior di pelle, nel momento in cui la mia sessualità è bisognosa e la mia carne vuole farmi cadere, in questo momento io ho bisogno di Gesù! Io ho bisogno soltanto di Lui. Trovo Gesù vivo, Gesù reale, nella Parola e nell’Eucaristia. Comunicandomi con Lui o adorandoLo, io lo trovo nell’Eucaristia e nella Parola. Grazie Signore!â€.
Invia e-mail
Videos
Quando siamo davanti ad un disagio giovanile siamo particolarmente attenti a cercare la causa dei problemi “al di fuori e quasi mai al di dentro†dimenticando che la maggioranza dei problemi dei giovani nascono dall’ambiente in cui vivono e sviluppano la loro personalità . La famiglia rimane il centro essenziale della serena realizzazione dei giovani, niente e nessuno può incidere così positivamente o negativamente sulle loro scelte e il loro futuro. Il Santo Padre Giovanni Paolo II nel suo magistero sulla famiglia ha più volte sottolineato questo aspetto così importante e delicato per la formazione e la vita delle nuove generazioni. Per questi motivi vorrei proporre la testimonianza di Fausto e Paola due genitori che hanno fatto esperienza dell’importanza di essere testimoni autentici di valori umani e cristiani in famiglia per evitare lo smarrimento dei figli. Questi genitori hanno attraversato il buio dello smarrimento di una figlia persa nella droga e ritrovata nella luce di Cristo, dove grazie all’opera della Comunità Cenacolo hanno ritrovato il senso del loro essere famiglia.
Sentiamo la loro testimonianza
La scoperta che nostra figlia stava facendo uso di sostanze è stato un dramma per noi due, ma ora ci stiamo rendendo conto che i problemi c’erano già prima, che ciò che accadeva nel nostro nucleo famigliare ha avuto un peso sul comportamento di nostra figlia, è stato l’inizio del suo disagio. Quando mia moglie si è accorta che nostra figlia si drogava, è stata una croce che improvvisamente si è abbattuta su di noi, e in quel momento ho provato delle sensazioni terribili, come padre, cose che non avrei mai pensato: tanta rabbia, prima di tutto nel vedere la disperazione di mia figlia; poi la rabbia con me stesso per aver fallito come padre; farmi un sacco di sensi di colpa, e il ripensare angosciato tutto il mio vissuto di padre e di marito.
In effetti adesso dopo che mia figlia è entrata in Comunità ho preso coscienza che è avvenuto un miracolo, da un lato per mia figlia e dall’altro anche per noi, come famiglia. Un giorno ho chiesto ad una ragazza in che stato fosse stata quando era entrata in Comunità e lei mi ha risposto che era in condizioni molto peggiori di mia figlia. Lì mi si è allargato il cuore e ho iniziato a fidarmi, anche se mi veniva difficile credere in quello che mi veniva proposto, perché mi pareva troppo al di là della razionalità , come qualcosa di incredibile… ma di fronte all’esperienza vissuta di quelle persone non ho potuto far altro che abbracciare il cammino che mi era proposto. Il miracolo più grande è stato che mia figlia sia entrata nella fraternità vicina a Lourdes e il giorno che l’ho accompagnata, davanti a quella Madonna che non avevo mai visto e mai mi sarei sognato di andare a trovare perché il mio lavoro, il mio successo e la mia presunzione non mi permettevano di “abbassarmi†a tanto, ebbene lì davanti a quella Madonna mi sono sciolto e ho pregato un Rosario in lacrime, vedendo scorrere davanti a me tutta la mia vita, vuota di veri valori e di impegni seri che non fossero quelli lavorativi, quelli dell’apparire.
Ringrazio la Comunità Cenacolo per quello ha fatto e che sta facendo; in me è successo e continua ad avvenire questa trasformazione. Nonostante le difficoltà che incontro ogni giorno, oggi con fiducia trovo la forza per affrontarle nel mio quotidiano. Io voglio rivolgermi alle mamme e ai genitori che in questo momento sono disperati, voglio gridare la gioia di aver incontrato il Signore, voglio rivolgermi ai genitori che non si accorgono che il loro figlio sta male: sì a volte non ti accorgi perché loro fingono, dicono bugie, e tu stupidamente ci credi perché dai fiducia a tua figlia in quanto mai penseresti che possa fare certe cose e quindi: aprite gli occhi!
Devo essere sincera, dopo tanti tentativi con lo psicologo, con i servizi sociali, dove mi tranquillizzavano, dove mia figlia era accettata che era drogata, era accettata dalla società , era accettata da tutti… e io non accettavo questo e tutti i fallimenti dei tanti tentativi… poi finalmente una luce, finalmente l’incontro con la Comunità Cenacolo: queste mamme di altri giovani che mi dicevano: “mettiti in ginocchio e prega, vedrai che la preghiera ti sostiene, la preghiera ti aiuterà â€, e io rispondevo: “…ma questo è assurdo! Sì, posso pregare, pregavo già anche prima, ma…â€. E poi ho iniziato a fare come loro: la preghiera, ma fatta con il cuore. Ho urlato la mia disperazione alla Madonna, le ho chiesto aiuto e piano piano ho visto che mi sosteneva e mi dava fiducia. La grande forza che questa Comunità ha dato a me e a noi come coppia sta nell’avere fiducia, nel non avere paura, nell’affidarsi a Gesù. E poi questa presenza fortissima che è la Madonna! Siamo stati a Lourdes, poi a Medjugorje e in entrambi i luoghi ho percepito con forza la presenza di Maria e il dono che Lei ci ha fatto della Comunità : del conoscere gli altri genitori, del pregare insieme; il pregare davanti a questa icona della “Madre della Tenerezza†che a turno facciamo girare nelle nostre case… è stata ed è una grande sorgente di pace e di speranza. La forza della nostra famiglia oggi è nel credere che nonostante i fallimenti, le tentazioni, la rabbia che abbiamo vissuto per non aver saputo salvare nostra figlia da soli… oltre a tutto questo, c’è stato, c’è e ci sarà l’Amore di Dio che ci ha salvati.
Signore Gesù, dona ad ogni famiglia
la consapevolezza della propria missione
di educare e di aiutare i figli alla vita e alla speranza.
Fa o Signore che ogni famiglia sia il riflesso
del tuo amore misericordioso
e il luogo dell’apertura dei giovani
a Cristo Luce e Vita del mondo. Amen
Invia e-mail
Videos
La crisi dei valori e la perdita di identità sembrano caratterizzare l’attuale vissuto della società . In questo contesto di grande dispersione e di profonda crisi sociale i giovani, insieme alle famiglie, rimangono l’anello più esposto e più vulnerabile dell’intera catena sociale. Tra le molteplici domande che ricorrono frequenti una in particolare sembra suscitare interesse; “E’ possibile una coerenza con i valori cristiani per i giovani di oggi? La risposta va cercata proprio nella moltitudine di esperienze positive e incoraggianti di tanti nostri giovani che scelgono vie luminose per riaffermare la centralità di Dio e dell’uomo in una società che privilegia l’esteriore e il disumano. Siamo sempre molto attenti quando nelle televisioni e nei giornali sentiamo parlare di giovani disadattati e spenti che diventano gli attori principali di scene di violenza, di solitudine e di conflitto. Questo rivela solo in parte una realtà che spesso è diversa. Ogni anno nel periodo estivo centinaia di giovani raggiungono i principali Santuari della fede, Lourdes, Fatima, Santiago de Compostela per dirci che la realtà non è come la immaginiamo noi, che esiste ancora un margine di speranza e di fiducia che non possiamo trascurare. Oltre alle mete della fede esistono le realtà di volontariato che in ogni parte del mondo costituiscono una vastissima realtà giovanile di autentico servizio alla vita. Insomma se facciamo due conti i giovani che scelgono vie diverse dalla solita vuota e triste routine estiva sono davvero tanti, una silenziosa moltitudine di anime che danno una risposta chiara e forte alla nostra domanda. Non solo è possibile vivere l’esperienza della gioventù come cristiani, quando lo si fa si scopre una via nuova, la via della luce e della vita. Più che domandarci se è possibile una gioventù cristiana dovremmo perdere meno tempo in considerazioni inutili e guardarci attorno per cercare di scorgere questa silenziosa moltitudine di speranza che cresce verso Dio. Se guardi bene e ascolti non sarà difficile individuare vicino a te giovani impegnati e desiderosi di crescere nella conoscenza della verità , giovani impegnati a servire Cristo nel prossimo, ragazzi capaci di scegliere momenti forti di crescita consapevoli di quanto è bello e importante donare tempo e capacità a Dio. Chi non ha fiducia nei giovani è cieco e sordo perché non sa vedere la realtà e non sa ascoltare la verità che è molto diversa e lontana da come la immaginiamo. Il male fa sempre più rumore del bene.
Gesù donaci occhi limpidi
che vincano le torbide suggestioni del male
e fa che possiamo vedere la ricchezza
di tanti e tanti giovani che continuamente scelgono te,
che donano se stessi a chi è più debole
e che con la loro vita rendono lode a te
che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen!
Invia e-mail
Videos
Ogni sacerdote deve essere un comunicatore. Ad affermarlo è il segretario del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali, l’irlandese mons. Paul Tighe, riflettendo sulla 44ma Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali sul tema “Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola”.
Mons. Tighe: “Andando al cuore della vocazione, è evidente che il sacerdote è un comunicatore. Uno dei compiti che il sacerdote ha in una parrocchia è stabilire una comunicazione coi parrocchiani. Ma specialmente è colui che deve offrire la Parola di Dio all’interno della parrocchia. La nostra speranza è che ogni sacerdote possa incontrare e ascoltare con attenzione la Parola di Dio al fine di poterla condividere con altre personeâ€.
La Chiesa sta riponendo grande fiducia nelle nuove tecnologie al fine di ampliare le frontiere dell’annuncio.
Mons. Tighe: “I sacerdoti hanno ora la possibilità di raggiungere persone come mai prima. Tradizionalmente si pensa alla parrocchia come a un territorio limitato geograficamente. Attualmente crediamo invece che la parrocchia sia un concetto più universale in cui il sacerdote decide di condividere le sue idee, per raggiungere persone che vivono in differenti angoli del mondo. Vorremmo motivare i sacerdoti a sfruttare queste nuove tecnologie, per condividere la Parola di Dio, per offire il loro messaggio, le loro riflessioni sulla Parola di Dioâ€.
La formazione, però, comincia nei seminari.
Mons. Tighe: “Noi del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali stiamo esortando a porre maggiore attenzione sulle comunicazioni nei programmi dei seminari di tutto il mondo. Non occorre però insegnare solo le questioni tecniche, bisogna preparare persone in grado di ascoltare realmente la Parola di Dio e offrire quella Parola alla vita delle diverse personeâ€.
Invia e-mail
Videos
| Flaviano Taccone vincitore del “Good News Festival 2″ con la canzone “Sidera” |
| Il coro Gospel ha occupato il secondo posto con la canzone “When Jesus “ |
| Il terzo posto del Good News Festival è stato assegnato ai Giulari dell’amore con la canzone “E gioia Sia” |
Invia e-mail
Videos
Dal 24 al 28 marzo giovani rappresentanti delle Conferenze episcopali dei cinque continenti e che fanno parte di Movimenti, Associazioni e Comunità internazionali sono radunati a Rocca di Papa per un Forum sul tema “Imparare ad amare†promosso dal Pontificio Consiglio per i Laici.
Con l’aiuto di molti ospiti, in quattro giorni di lavoro si realizzerà un percorso di riflessione sull’amore umano, approfondendolo nelle sue diverse dimensioni, come: vocazione alla vita consacrata e al sacerdozio, vocazione al matrimonio, la sessualità , la famiglia. Dalla riflessione sulle premesse, l’attenzione si sposterà sul tema della preparazione al matrimonio attraverso la presentazione di diversi percorsi formativi.
Il presidente del Pontificio Consiglio per i laici, il Card. Mons. Stanislaw Rylko, ha detto: questo forum è molto importante perché da quelli fatti fino ad oggi il tema proposto quest’anno sicuramente è il più importante.
Per Marzia Carrubra e Sandro Mauro una coppia, che partecipa all’incontro in qualità di delegati della Conferenza Episcopale e che tra 3 mesi si sposeranno, questo incontro segna il loro cammino perché è un passo importante per la loro vita.
Invia e-mail
Videos
Una folla di giovani venuti da 43 diocesi d’Italia, si sono ritrovati in una splendida cornice di piazza San Pietro per celebrare i 25 anni della Giornata mondiale della Gioventù a 10 anni del grande Giubileo del 2000 nella città eterna.
70 mila giovani erano presenti giovedì sera in piazza San Pietro i quali insieme a Benedetto XVI hanno celebrato questo grande cammino che percorrono i giovani cattolici di tutto il mondo. L’incontro si è svolto in una splendida cornice della Piazza San Pietro illuminata a festa per l’occasione. Durante l’incontro non sono mancati canti, testimonianze come preludio all’ingresso in piazza della Croce delle Gmg e dell’icona di Maria Salus Populi Romani, accolta dalle fiaccole dei giovani. Dopo la proclamazione del Vangelo al quale s’ispira il tema della Giornata di quest’anno: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?†Benedetto XVI ha risposto a con 3 domande che i giovani italiani gli hanno rivolto con una profonda catechesi.
Papa: La mia vita è stata voluta da Dio, io sono amato sin dall’eternità , io sono importante, Dio nella totalità della storia ha un progetto per me. La mia vita è importante e necessaria, l’amore eterno che mi ha creato per la profondità , mi aspetta.
Per alcuni giovani che erano presenti in piazza l’emozione era grande.
Don Maurizio Mirilli, direttore del servizio per la Pastorale Giovanile del Vicariato di Roma, ha sottolineato che questi momenti sono un’opportunità per ricordare Giovanni Paolo II
Invia e-mail
Videos
Gesù invitò il giovane ricco a lasciare tutto, e a seguirlo, ma lui se ne andò via triste. Anche io come lui faccio fatica a seguirlo, perché ho paura di lasciare le mie cose e talvolta la Chiesa mi chiede delle rinunce difficili. Padre santo come posso trovare la forza per scelte coraggiose, e chi mi può aiutare?
Invia e-mail
Videos
Il Vangelo ci ha detto che Gesù fissò quel giovane e lo amò. Padre santo che vuol dire essere guardati con amore da Gesù, come possiamo fare anche noi oggi questa esperienza? Ma è davvero possibile vivere questa esperienza anche in questa vita di oggi?
Invia e-mail
Videos