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Archivi per 'meeting2011'

Postado em 29-08-2011

Al Meeting di Rimini il giornalista e scrittore presenta il suo ultimo libro

di Luca Marcolivio

RIMINI, domenica, 28 agosto 2011 

Un saggio dalla lunga gestazione che la scorsa primavera ha visto finalmente la luce e che venerdì scorso è stato presentato all’ultima edizione del Meeting di Rimini.

In “Guerra contro Gesù” (Rizzoli, 2011), Antonio Socci mette in luce tutte le più recenti conferme della storicità e divinità di Cristo e tutti i tentativi di rimozione delle stesse da parte dei nemici del cristianesimo e della Chiesa.

Presso il Caffè letterario Eni del Meeting, l’intervento di Socci è stato presentato dal giornalista Camillo Fornasieri e anticipato dal commento di Massimo Borghesi, professore ordinario di Filosofia morale all’Università di Perugia e docente in alcune università pontificie.

Come spiegato da Borghesi, in “Guerra contro Gesù” Socci prosegue il discorso iniziato con il precedente “Indagine su Gesù” (Rizzoli, 2008). Un lavoro importante che “nemmeno nelle facoltà teologiche viene più svolto, anzi, spesso sono proprio i teologi ad affilare le armi di tanti intellettuali ‘laici’ come Odifreddi, Flores d’Arcais o Augias”.

Da parte sua, Antonio Socci ha esordito citando una mostra visitata proprio al Meeting che porta sostegno alle sue tesi: l’esposizione “Con gli occhi degli apostoli”, che ha riprodotto luoghi come la casa di Pietro o la spiaggia di Tiberiade su cui avvenne l’Incontro.

“Sono tracce che parlano al cuore e parlano di Dio che ci è venuto a cercare ed è con noi”, ha commentato.

Lo scrittore toscano ha poi citato una serie di prove documentali archeologiche a sostegno della storicità di Cristo. Ad esempio, “nell’anno 35, quindi pochissimi anni dopo la Resurrezione, Tiberio propone al Senato di riconoscere Gesù, figlio del falegname di Nazareth, come Dio”.

Altro elemento storico significativo è rappresentato dall’epistolario in cui “Seneca rimane sconvolto dall’incontro con Paolo perché ha sognato tutta la vita un sistema per cui l’uomo sia uomo e in Paolo lo vede come vita”.

“Il Vangelo di Luca viene scritto poco dopo il 50 d.C. – ha proseguito Socci –, quando la maggior parte dei testimoni, persecutori compresi, era ancora in vita. Nessuno ha avuto il coraggio di smentire quanto riportato da Luca o dagli altri evangelisti, anzi, molti di quei fatti sono confermati anche dagli autori anticristiani”.

Lo scetticismo della letteratura laicista, in teoria, dovrebbe indagare fino in fondo, e secondo la propria logica confutare l’Avvenimento cristiano, invece l’operazione da costoro compiuta è quella della rimozione dei fatti.

Non è sbagliato chiedersi se il cristianesimo sia vero, tuttavia “ciò che rimprovero ai razionalisti non è che siano scettici, ma che lo siano troppo poco, cioè che non usino fino in fondo lo strumento della ragione”, ha aggiunto Socci.

Citando l’Enciclica Humani Generis di Pio XII, lo scrittore ha ricordato che “anche con la sola luce della ragione si può provare con certezza l’origine divina della religione cristiana”.

In un’ulteriore citazione, da Karl Adam, Socci ha sottolineato che “né i Giudei, né gli ellenisti avrebbero mai potuto coi propri mezzi arrivare a quella figura del Cristo. […] nessun cervello umano avrebbe mai potuto pensare una tal vita, nessuna ingegnosità avrebbe mai potuto comporla”.

Fonte: ZENIT.org

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Postado em 29-08-2011

“La natura dell’uomo è rapporto con l’infinito” sarà il tema dell’edizione 2012

di Luca Marcolivio

RIMINI, domenica, 28 agosto 2011

113 incontri, 321 relatori, 10 mostre, 26 spettacoli, grazie al contributo di quasi 4000 volontari (di cui 140 stranieri). Con il risultato di quasi 800mila visitatori di 38 nazionalità diverse. Sono i numeri dell’ultima edizione del Meeting dell’amicizia tra i Popoli, conclusasi questo sabato a Rimini sul tema “E l’esistenza diventa un’immensa certezza”.

Il Meeting è stato aperto dal messaggio di Papa Benedetto XVI ai partecipanti, in cui il Santo Padre ha ricordato che “l’uomo non può vivere senza una certezza sul proprio destino”.

All’inaugurazione dell’evento, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha sottolineato la necessità di incoraggiare i giovani “a parlare il linguaggio della verità”, anche in tempi di crisi.

“Portate nel tempo dell’incertezza il vostro anelito di certezza”, ha esortato il Capo dello Stato. “È per tutto questo che rappresentate una risorsa umana per il nostro Paese. Fatela valere ancora di più: è il mio augurio e il mio incitamento”.

Così si è espressa la presidente del Meeting di Rimini, Emilia Guarnieri, nella conferenza stampa finale: “Raccontando la storia del nostro Paese (in particolare nella mostra 150 anni di sussidiarietà, ndr), interrogandoci sulla crisi e sulla situazione internazionale, affondando lo sguardo nella cultura del passato e in quella del nostro tempo, abbiamo visto qualcosa accadere davanti ai nostri occhi: cioè che l’esistenza diventa un’enorme certezza”.

“Abbiamo incontrato persone giunte da ogni parte del mondo – ha aggiunto – per raccontare la propria esperienza, le quali, per una certezza vivente nella loro esistenza, possono guardare in modo diverso situazioni di crisi e affrontarle con una positività sorprendente”.

Guarnieri ha quindi citato alcuni dei numerosi ospiti di ogni provenienza geografica, culturale e religiosa, tutti testimoni “dell’amicizia tra i popoli”: il Cardinale Antonios Naguib, il Vescovo Armiah, il rettore di Al Azhar Usamah Elabed e “compagni di viaggio” ormai storici del Meeting come Farouq Wael, Joseph Weiler, Andrew Davidson, John Milibank.

Il Meeting di Rimini si è confermato luogo privilegiato di dialogo interreligioso, come testimonia l’intervento alla manifestazione di Abdel Fattah Hassan, traduttore in arabo de “Il rischio educativo” di don Giussani.

La prolusione del professor Costantino Esposito, che ha sviluppato a livello filosofico il tema del Meeting, è stata salutata da Emilia Guarnieri come una risposta al “facile ma illusorio conforto da una parte del naturalismo, secondo il quale tutto sarebbe spiegabile ‘in base a determinati fattori e meccanismi fisico-chimici e neuronali’, dall’altra del relativismo culturale”.

Guarnieri ha poi citato la presenza di tanti cattolici – laici ed ecclesiali – al Meeting: tra gli altri, il filosofo Fabrice Hadjadj, i Cardinali Dionigi Tettamanzi e Robert Sarah e il custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa.

Tutti costoro hanno dato una testimonianza forte della loro esperienza concreta di Cristo nel mondo, coerentemente con quanto è stato fatto con la mostra “Con gli occhi degli apostoli”, ricostruzione realistica dell’inizio della predicazione di Gesù a Cafarnao.

Gli imprenditori e gli uomini politici intervenuti al Meeting, ha proseguito Guarnieri, “si sono trovati di fronte a un popolo ancora una volta di ‘uomini senza patria’, cioè liberi, un popolo che dice all’Italia che questo Paese non è qualcosa che nasce dall’alto, nei grandi pensatoi internazionali finanziari, ma nasce dalla creatività figlia di una posizione umana generatrice di uomini capaci di desiderio, realismo e ideale, unica soluzione per evitare di diventare un Paese per vecchi”.

“Persone certe di una cosa sola, essenziale, cara ad ognuno: la propria esperienza di uomini veri, certi e perciò irriducibili a qualsiasi tipo di potere, perché riconoscono che le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo. L’uomo, infatti, non è artefice di se stesso ma segnato da qualcosa d’Altro”, ha concluso Guarnieri.

Al termine della conferenza stampa è stata annunciata Tokyo come sede del prossimo Meeting internazionale (27-31 ottobre 2011), mentre il tema della prossima edizione riminese (19-25 agosto 2012) sarà “La natura dell’uomo è rapporto con l’infinito”.

 Fonte: ZENIT.org

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Postado em 27-08-2011

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Trovare lo spazio giusto per imparare guardando lo schermo del cinema. Saper scegliere tra ciò che si può vedere e entrare nella dinamica della vita reale, sono state le parole del cineasta polaco Krzysztof Zanussi nella serata di premiazioni della quarta edizione del concorso internazionale di cortometraggi Meeting Rimini Film Fetival.

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Abitare nella terra in cui ha vissuto Gesù, vedere le stesse cose ha visto Gesù, questo veramente è un costante richiamo alla approfondimento di conoscenza ed amicizia con Colui que ci chiama ad una esistenza. Sono state le parole del custode della Terra Santa nella sua visita al meeting 2011, in particolare nella mostra sulla Terra di Gesù.

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Una grande testemonianza di amore e di fiducia ma principalmente di rispetto alla vita. La storia della ragazza Giulia di 8 anni, raccontata per i suoi genitori che sono stati consigliati dai medici di interrompere la gravidanza per la malattia che la bambina portava già dal grembo materno. E questo è diventato um motivo di crescita personale di rispetto a se stesso a agli altri.

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Una storia di amicizia, di incontri e volti che non si dimenticano, questo è il Meeting, dice Don Julian Carron, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione quando è venuto a visitare il meeting 2011. Per lui il vivere è un costante costruire l`esistenza per diventare una immensa certezza, que parte della fede.

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Postado em 27-08-2011

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Nel primo anno con la pasticeria, nel secondo anno nei servizi di ordine, adesso i nostri fratelli del carcere dei due palazzi di Padova vengono al meeting per partecipare come visitatori e vivono una belissima esperienza di accoglienza e amizicia. Tornare alla società bisogna soppartutto sapere riconoscere il vero senso delle certezze della vita con una esistenza tradotta nelle buone azioni.

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Dopo Madrid, migliaia di giovani sono arrivati a Rimini e partecipano di tutto il meeting in particulare alle mese rotonde che li chiamano in causa come quella che ha approfondito essere ebreo, essere cristiano nel mondo di oggi a partire di due versetti biblici che uniscano i due popoli.

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La ricerca di nuove esperanze, la fatica di essere accolti o non da parte di alcuni, la vera accoglienza cosa significa? Nel meeting si è tentato una pratica diversa tra diritti e doveri. Il fatto è che le nostre società si bassano in un modo di uguaglianza di diritti ma ne sempre di doveri.

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L`università, la crisi di fede e l`incontro con alcuni amici cattolici. Padre anglicano e professore di dotrina nel Westcott House in Cambridge, racconta la sua esperienza passata dal chimica alla teologia dopo una crisi di fede. Oggi, dopo aver letto il libro di don Giussani, Il Rischio di educare cerca di mettere alla prova non soltanto la ragione ma soppratutto la fede viva e vissuta tra i suoi studenti.

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