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Postado em 19-05-2013

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(Papa dal 29/08/1294 al 13/12/1294)
Pietro da Morrone, sacerdote, condusse vita eremitica. Diede vita all’Ordine dei “Fratelli dello Spirito Santo” (denominati poi “Celestini “), approvato da Urbano IV, e fondò vari eremi. Eletto papa quasi ottantenne, dopo due anni di conclave, prese il nome di Celestino V e, uomo santo e pio, si trovò di fronte ad interessi politici ed economici e a ingerenze anche di Carlo d’Angiò. Accortosi delle manovre legate alla sua persona, rinunziò alla carica, morendo poco dopo in isolamento coatto nel castello di Fumone. Giudicato severamente da Dante come “ colui che per viltade fece il gran rifiuto “, oggi si parla di lui come di un uomo di straordinaria fede e forza d’animo, esempio eroico di umiltà e di buon senso.

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Postado em 06-04-2013

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(Papa dal 10/09/422 al 27/07/432)
Fu in relazione con Sant’Agostino fin dal 390. Fu eletto papa nel 422. Il suo pontificato fu molto attivo. Oltre restaurare in numerose basilica, tra cui Santa Maria in Trastevere, e costruire la basilica di Santa Sabina, difese il diritto della Sede Apostolica di ricevere appelli da parte di tutti fedeli. Prese ferma posizione in difesa della purezza della fede contro gli errori di Pelagio e Nestorio. Contro quest’ultimo agì con grande energia e determinazione. Nel Concilio di Roma del 430 lo condannò imponendogli di sconfessare i suoi errori. Mandò, un anno dopo, alcuni suoi legati al Concilio di Efeso, indetto dall’imperatore per risolvere definitivamente la questione, con l’ordine di salvaguardare i diritti della Sede Apostolica e di attenersi alle decisioni di San Cirillo. Nell’817 il suo corpo fu collocato nella basilica di Santa Prassede e parte di esso, pare, a Mantova.

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Postado em 12-03-2013

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E’ cominciata con le litanie dei Santi la processione dei cardinali dalla Cappella Paolina: i porporati, attraversata la Sala Regia, sono giunti nella Cappella Sistina per l’inizio del Conclave, disponendosi secondo l’ordine prestabilito. I Cardinali di rito latino indossano la veste e la mozzetta di colore rosso con relativa fascia, rocchetto e berretta; i Cardinali delle Chiese Orientali indossano l’abito corale. Terminato il canto delle Litanie, i porporati hanno intonato l’inno «Veni, creátor Spíritus», invocazione solenne dello Spirito Santo. Dopo il canto del Veni Creator, il cardinale decano Giambattista Re, che presiede la celebrazione, ha elevato questa preghiera a Dio:

O Padre, che guidi e custodisci la tua Chiesa,
dona ai tuoi servi
lo Spirito di intelligenza, di verità, di pace,
perché si sforzino di conoscere la tua volontà,
e ti servano con totale dedizione.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.

Quindi il cardinale decano ha pronunciato a voce alta insieme agli altri porporati la seguente formula di giuramento:

“Noi tutti e singoli Cardinali elettori presenti in questa elezione del Sommo Pontefice promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo di osservare fedelmente e scrupolosamente tutte le prescrizioni contenute nella Costituzione apostolica del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis, emanata il 22 febbraio 1996, osservate anche le variazioni in essa apportate con la Lettera Apostolica, in forma di Motu Proprio, Normas Nonnullas del Sommo Pontefice Benedetto XVI del 22 febbraio 2013.

Parimenti, promettiamo, ci obblighiamo e giuriamo che chiunque di noi, per divina disposizione, sia eletto Romano Pontefice, si impegnerà a svolgere fedelmente il munus Petrinum di Pastore della Chiesa universale e non mancherà di affermare e difendere strenuamente i diritti spirituali e temporali, nonché la libertà della Santa Sede.

Soprattutto, promettiamo e giuriamo di osservare con la massima fedeltà e con tutti, sia chierici che laici, il segreto su tutto ciò che in qualsiasi modo riguarda l’elezione del Romano Pontefice e su ciò che avviene nel luogo dell’elezione, concernente direttamente o indirettamente lo scrutinio; di non violare in alcun modo questo segreto sia durante sia dopo l’elezione del nuovo Pontefice, a meno che non ne sia stata concessa esplicita autorizzazione dallo stesso Pontefice; di non prestare mai appoggio o favore a qualsiasi interferenza, opposizione o altra qualsiasi forma di intervento con cui autorità secolari di qualunque ordine e grado, o qualunque gruppo di persone o singoli volessero ingerirsi nell’elezione del Romano Pontefice”.

I singoli Cardinali elettori, secondo l’ordine di precedenza, hanno poi prestato il giuramento con la seguente formula:

Ed io (nome), Cardinale (cognome),
prometto, mi obbligo e giuro.

E ponendo la mano sul Vangelo presentato a ciascuno di essi dai Cerimonieri, hanno aggiunto:

Così Dio mi aiuti
e questi Santi Evangeli
che tocco con la mia mano.

Terminato il giuramento, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, mons. Guido Marini, ha pronunciato l’«Extra omnes», e coloro che non partecipano al Conclave hanno lasciato la Cappella Sistina.

Poi, presente ancora il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, il cardinale non elettore Prospero Grech tiene ai Cardinali elettori la meditazione sul gravissimo compito che li attende e sulla necessità che nell’elezione del Romano Pontefice agiscano in tutto con retta intenzione, cercando di compiere solo la volontà di Dio e mirando unicamente al bene di tutta la Chiesa.

Una volta terminata la meditazione, anche il cardinale Grech e il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie usciranno dalla Cappella Sistina; vengono chiuse le porte e poste delle guardie a tutti gli ingressi della Cappella. Fatto ciò, il cardinale decano, sentito il Collegio degli Elettori, sottoporrà ai porporati gli affari da trattare con urgenza o inviterà a procedere alle operazioni dell’elezione.

Fonte: Radio Vaticana

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Postado em 08-03-2013

 Nella mattina di questo venerdì 8 marzo, si è tenuta la settima Congregazione Generale dei cardinali. Al termine dei lavori, il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi, ha accennato ai giornalisti della possibilità di una votazione per definire la data del Conclave.

Il sacerdote ha ricordato ancora, che, dal momento in cui è stata confermata la presenza di tutti i cardinali elettori a Roma, il Conclave potrà essere anticipato, così come già previsto.

Alla fine del pomeriggio, durante l’ottava Congregazione, tenutasi tra le ore 17 e le 20, l’annuncio tanto atteso: il Conclave comincerà il prossimo martedì, 12 marzo.

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Postado em 04-03-2013

I cardinali che si trovano a Roma sono già stati alla prima Congregazione Generale in questo lunedì 4 marzo presso l’Aula Nuova del Sinodo dei Vescovi in Vaticano. Si tratta del primo incontro ufficiale del Collegio Cardinalizio, che da adesso può trattare di argomenti importanti, riflettere sulle sfide della Chiesa Cattolica nel mondo, su come dovrà essere il nuovo Papa e su tanto altro.

I porporati hanno cominciato ad arrivare verso le 9 per la prima riunione, che ha avuto inizio alle 9.30.

Secondo la Costituzione Universi Dominici Gregis del Beato Giovani Paolo II che tratta della Sede Vacante e dell’elezione del Sommo Pontefice, le congregazioni devono avvenire quotidianamente, dal giorno in cui sono state stabilite dal Cardinale Camerlengo. Queste congregazioni ascoltano il parere del Collegio Cardinalizio, trasmettono le informazioni necessarie e permettono che ogni cardinale esprima la propria opinione sugli argomenti pertinenti alla Chiesa, oltre che definire la data del Conclave.

Nelle riunioni ufficiali che precedono il Conclave, anche i cardinali non votanti, ossia, coloro che hanno già raggiunto l’età di 80 anni, possono partecipare e fare degli interventi. Secondo la medesima Costituzione, i cardinali devono anche prestare giuramento di mantenere il segreto.

Non si sa ancora il numero esatto dei cardinali arrivati a Roma per i lavori delle congregazioni preparatorie, ma è necessario che tutti i votanti siano presenti perché il Conclave possa avere inizio.

Alla fine di questa mattina, padre Federico Lombardi, durante un briefing, ha assicurato che “l’atmosfera nella Congregazione è serena, costruttiva e positiva in questo periodo di responsabilità per l’elezione del nuovo Pontefice”.

Secondo il direttore della Sala Stampa Vaticana, nella prima congregazione erano presenti 142 cardinali, di cui 103 votanti. Mancano 65 cardinali, di cui 12 votanti.

“La congregazioni ha avuto inizio con una prima parola del Cardinale Decano, che ha ricordato al Collegio l’importanza di questo evento. Subito dopo, hanno pregato e fatto il giuramento. I cardinali prima hanno fatto un giuramento collettivo e dopo ognuno si è messo davanti al tavolo della presidenza – nella quale si trovava l’evangeliario aperto – facendo ognuno il proprio giuramento personale”, ha detto padre Lombardi.

Il portavoce ha informato ancora i giornalisti che è stato proposto dal Decano, e accettato volentieri dal Collegio Cardinalizio, l’invio di un messaggio al Papa emerito Benedetto XVI, a Castel Gandolfo. È stata proposta anche una prima riflessione spirituale, tradizionale all’inizio della Congregazione Generale, fatta dal predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa, in questo pomeriggio di lunedì.

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Postado em 10-01-2013

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(Papa dal 27/06/678 al 10/01/681)
Consacrato pontefice il 26 giugno del 678, quando, secondo la leggenda, avrebbe avuto 103 anni. Il 12 agosto ricevette dall’imperatore Costantino Pagonato una lettera nella quale questi si dichiarava pronto a riprendere il progetto di riunificazione ecclesiastica tra Roma e Bisanzio. Egli pensava di indire una conferenza episcopale in cui fossero discussi i problemi emergenti ed eliminata ogni controversia. A questo scopo chiedeva al papa l’invio a Costantinopoli di alcuni suoi rappresentanti. Per preparare la delegazione Agatone riunì in Laterano il 27 marzo del 680 un Concilio italiano che scelse i rappresentanti episcopali da mandare a Bisanzio insieme ai legati pontifici e approvò il testo sinodale che sarebbe stato presentato alla conferenza. La delegazione occidentale giunse il 10 settembre del 680. Quella che era stata indetta come una conferenza divenne, però, un vero e proprio Concilio ecumenico, il sesto in Oriente. Dopo 18 sedute si arrivò ad un decreto emanato il 16 settembre del 681 e alla richiesta al Papa di confermare le decisioni prese. Ma Agatone era già morto il 10 gennaio del 681 ed era stato sepolto in San Pietro.

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Postado em 03-01-2013

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Greco, papa dal 21 novembre 235 al 31 gennaio 236, fu sepolto nella Cripta dei Papi nel Cimitero di Callisto. Alcune sue reliquie, in seguito, furono portate in S.Sisto Vecchio e a S.Silvestro in Capite. Ordinò che si ricercassero gli atti dei martiri perché non andassero perduti o travisati. Morì santamente all’inizio del consolato di Massimino. Il Martirologio Romano così lo ricorda alla data 3 gennaio: A Roma, sulla via Appia il natale di Sant’Antero, Papa e Martire, il quale patì sotto Giulio Massimino e fu sepolto nel Cimitero di Callisto.

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Postado em 21-12-2012

Spesso gli uomini pensano di poter trovare da soli la vita, la gioia, l’amore, la pace, ma è solo Dio che ci può donare tutto ciò: è quanto, in sintesi, ha detto ieri il Papa incontrando in Vaticano, in occasione degli auguri di Natale, una delegazione dei ragazzi dell’Azione Cattolica Italiana, accompagnati dal presidente dell’associazione, Franco Miano, e dall’assistente generale, mons. Domenico Sigalini. Il servizio di Sergio Centofanti:

Un incontro festoso, semplice e familiare, tra Benedetto XVI e i ragazzi dell’Azione Cattolica che quest’anno hanno svolto il loro cammino sulla frase guida “in cerca di autore”. Il Papa parla dell’uomo che cerca la vita e la gioia, e senza saperlo cerca Dio, vero autore della vita e della gioia, quella “che sorpassa tutte le altre e che dura per tutta la vita”: cioè Gesù:

“Ricordate, cari amici: quanto più imparerete a conoscerlo e a dialogare con Lui, tanto più sentirete nel cuore di essere contenti e sarete capaci di vincere le piccole tristezze che ci sono a volte nell’animo”.

L’uomo cerca l’amore, ma lo troverà solo in Dio, autore dell’amore. Non si può vivere da soli, chiusi in se stessi, afferma il Papa:

“Tutti abbiamo bisogno di voler bene e di sentire che qualcuno ci accetta e ci vuole bene. Sentirsi amati è necessario per vivere, ma è altrettanto importante essere capaci di amare gli altri, per rendere bella la vita di tutti, anche dei vostri coetanei che si trovano in situazioni difficili. Gesù ci ha fatto vedere con la sua vita che Dio ama tutti senza distinzione e vuole che tutti vivano felici”.

Il Papa ricorda, in proposito, l’iniziativa dei giovani dell’Azione Cattolica per aiutare in modo concreto i ragazzi di strada in Egitto. Infine – sottolinea il Papa – l’uomo cerca la pace, “di cui il mondo ha tanto bisogno”:

“Spesso gli uomini pensano di poter costruire la pace da soli, ma è importante capire che è Dio che può donarci una pace vera e solida. Se lo sappiamo ascoltare, se gli facciamo spazio nella nostra vita, Dio scioglie l’egoismo che spesso inquina i rapporti tra le persone e tra le Nazioni e fa sorgere desideri di riconciliazione, di perdono e di pace, anche in chi ha il cuore indurito”.

Chi cerca il grande Autore della vita, della gioia, dell’amore, della pace – conclude Benedetto XVI – scoprirà che questo Autore non è mai lontano da lui, “anzi, è vicinissimo: è il Dio che si è fatto bambino in Gesù!”.

Fonte: Radio Vaticana.org

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Postado em 19-12-2012

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(Papa dal 27/11/399 al 19/12/401)
Il «Liber Pontificalis» lo dice romano di origine. Edificò a Roma la basilica Crescenziana, individuata, oggi, in San Sisto Vecchio. Combatté con energia il donatismo nelle provincie settentrionali dell’Africa, ratificando le decisioni del Concilio di Toledo del 400. Questo Pontefice è conosciuto specialmente per la controversia origenista. Nel 399 gli amici di san Gerolamo si adoperarono per ottenere da lui una formale condanna dell’origenismo. Sollecitato anche da lettere e da ambasciatori di Teofilo, vescovo di Alessandria, per la partecipazione dell’Occidente a questa lotta, condannò le proposizioni presentategli. Fu in ottimi rapporti con Paolino, poi vescovo di Nola. Della copiosa corrispondenza, che Anastasio dal Laterano indirizzò a personalità di vari paesi, sono rimaste poche lettere. Dopo un pontificato breve (399-401) e molto attivo, Anastasio morì il 19 dicembre 401.

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Postado em 13-12-2012

Boom di contatti per il Papa sbarcato ieri su Twitter. Il suo account, @Pontifex, in 8 lingue, ha superato questa mattina 1 milione e 600 mila follower. Benedetto XVI ha lanciato ieri il suo primo tweet al termine dell’udienza generale: a significare l’universalità del gesto, accanto a lui vi erano 5 ragazzi in rappresentanza dei 5 Continenti. Nel corso della giornata, ha risposto a tre domande agli amici di Twitter. Il servizio di Sergio Centofanti.

Il Papa sbarca sui social network: “Cari amici, è con gioia che mi unisco a voi via Twitter. Grazie per la vostra generosa risposta. Vi benedico tutti di cuore”.”: queste le sue prime parole nel continente digitale. Ad accoglierlo migliaia di follower, persone cioè che seguono i suoi tweet, ovvero i cinguettii come vengono definite le brevi frasi di Twitter che possono contenere al massimo 140 caratteri. Tanti, dobbiamo dire, i pensieri non amichevoli, se non proprio offensivi. Ma come i primi missionari sbarcati su terre pagane, Benedetto XVI porta con coraggio il Vangelo in un mondo che ormai ignora Gesù e ha tanti pregiudizi sulla Chiesa. Anzi le sue parole semplici, profonde e miti risaltano ancora di più.

“Come vivere la fede in Gesù in un mondo senza speranza?” – è la domanda di un follower. “Con la certezza – risponde il Papa – che chi crede non è mai solo. Dio è la roccia sicura su cui costruire la vita e il suo amore è sempre fedele”. In un’altra risposta invita a vivere l’Anno della Fede parlando e ascoltando Gesù e soprattutto incontrandolo in chi ha bisogno. Infine, alle 18 di ieri, è arrivato l’ultimo tweet di Benedetto XVI. Alla domanda di un follower che chiedeva come pregare “quando – si legge nel testo – siamo così occupati con le questioni del lavoro, della famiglia e del mondo”, il Papa esorta: “offrire ogni cosa che fai al Signore, chiedere il suo aiuto in ogni circostanza della vita quotidiana e ricordare che ti è sempre accanto”.

Il Papa, su Twitter, ha aperto una nuova strada di evangelizzazione: ora tocca al popolo cristiano seguirlo per rendere ragione – con rispetto e dolcezza, come diceva San Pietro – della speranza che viene dalla fede.

Fonte: Radio Vaticana.org

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