“Dio benedica tutti i popoli della Terra Santa”. Sono le ultime parole del comunicato dei vescovi europei e americani dopo la visita pastorale che si è svolta dal 7 al 12 gennaio a Gaza, Nablus, Gerusalemme e Haifa. Dal 1998, su mandato della Santa Sede, i presuli visitano queste zone per mostrare vicinanza e attenzione ai cristiani che vivono “l’occupazione, l’insicurezza, la paura e la frustrazione”. Mons. Antonio Franco, nunzio apostolico in Israele e Cipro e delegato apostolico in Gerusalemme e Palestina:
Mons. ANTONIO FRANCO-Nunzio apostolico in Israele
“Per me questa presenza ogni anno – questo era il dodicesimo anno – è molto importante. E’ importante come segno della solidarietà degli episcopati dell’Europa e dell’America del Nord verso la Terra Santa. Questi rappresentanti delle varie Conferenze episcopali vengono per stare con gli Ordinari della Terra Santa quindi condividere, scambiare informazioni e anche riflettere su temi in comune. Ma anche visitare i responsabili sia politici che religiosi d’Israele e Palestina proprio per testimoniare l’interesse che la Chiesa universale ha per la Terra Santa”.
Tra i temi di discussione : la primavera araba, il dialogo interreligioso e le prospettive di pace in Medio Oriente. “Incolpare l’altro è un’abdicazione di responsabilità – scrivono i vescovi – facciamo nostra questa convinzione: essere pro-israeliano è anche essere pro-palestinese”. Mons. Riccardo Fontana, vescovo della diocesi di Arezzo-San Sepolcro, firmatario del documento finale:
Mons. RICCARDO FONTANA-Vescovo di Arezzo-San Sepolcro
“C’è da una parte una grande maggioranza di israeliani che sono fortemente motivati per la pace, dall’altra una grandissima maggioranza di musulmani, arabi in modo particolare, che vogliono a tutti i costi la pace e non vogliono il terrorismo. La maggioranza non vuole il terrorismo”
Eppure il dialogo è “minacciato, compromesso dall’estremismo e dall’intolleranza”, pertanto i vescovi chiedono impegno e coraggio per promuovere “una pacifica coesistenza” anche a fronte di nuovi e numerosi segni di speranza che derivano “dalla testimonianza costante delle comunità cristiane”. Ancora mons. Riccardo Fontana:
Mons. RICCARDO FONTANA-Vescovo di Arezzo-San Sepolcro
“Ci sono fortissimi segni di speranza. Mi raccontava il patriarca latino di Gerusalemme mons. Twal di una meraviglia che sta succedendo: i cristiani stanno crescendo per la presenza di filippini, indiani che sono chiamati in quella zona per fare i lavori più umili. Queste persone hanno i figli e questi ragazzi, che almeno in alcuni luoghi del Paese frequentano le scuole ebraiche, parlano la lingua ebraica perfettamente con lo stesso identico accento dei bambini nati da famiglie ebree e hanno un amore per la loro terra che è bellissimo e incantato”.
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Sempre per il ciclo dedicato alle Chiese cristiane in Terra Santa, presentiamo oggi un video sulla “Chiesa anglicana in Terra Santa”, dopo aver trattato nelle settimane precedenti: “Le 14 Chiese cristiane in Terra Santa”, “La Chiesa latina”, “La Chiesa melkita o greco-cattolica”, “la Chiesa evangelica luterana”, “La Chiesa maronita”, “La Chiesa armena cattolica”, “La Chiesa ortodossa russa”, “La Chiesa d’Antiochia dei Siri”, “La Chiesa siriana ortodossa”, “Chiesa copta ortodossa”.
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Tra tutte le Chiese ortodosse, la più antica, subito dopo quella di Gerusalemme, è sicuramente la Chiesa siriana. La sua presenza risale ai primi tempi del cristianesimo; infatti, in Antiochia il Vangelo viene annunciato poco dopo la Pentecoste, inaugurando così le prime missioni verso l’Occidente e verso l’Asia.
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La Chiesa in Terra Santa è un vero e proprio mosaico! Basta mettere piede nel Santo Sepolcro, che si trova nel cuore della città vecchia di Gerusalemme, considerato un luogo santo dalla stragrande maggioranza dei cristiani, per rendersi conto che questa Chiesa è un groviglio di comunità diverse. Comunità che si giustappongono l’una all’altra, ciascuna con il suo colore, il suo rito, la sua liturgia, e la sua tradizione…Questa Chiesa, denominata “Chiesa di Gerusalemme”, è stata fondata da San Giacomo ed è la “Madre di tutte le Chiese”. Tutte le confessioni cristiane (cattolica, ortodossa e protestante) ci tengono ad essere rappresentate in questa capitale dell’universo religioso, con i loro 7 riti (latino, greco, maronita, siriaco, caldeo, copto e armeno).
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68 nuove case per altrettante famiglie cristiane di Gerusalemme. Finalmente consegnati gli appartamenti di Betfage, il complesso residenziale che i francescani hanno potuto realizzare grazie alla generosita’ di molti. Un’ opera sociale di fondamentale importanza per mantenere la presenza cristiana in Terra Santa.
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